Università degli Studi di Napoli
Metodi didattici e fisionomia dei nuovi ingegneri
L’opera degli ingegneri napoletani nei decenni preunitari
STORIA DELLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA
Indice > Decennio Francese e secondo periodo Borbonico

Il Corpo degli Ingegneri di Ponti e Strade

Con decreto del 18 novembre 1808 si ebbe l'istituzione, su iniziativa di Murat, del Corpo degli ingegneri di Ponti e Strade.

I tecnici chiamati inizialmente a formare il Corpo altro non erano che architetti: soltanto il nucleo direttivo, provenendo dalle accademie militari, era particolarmente versato nei lavori stradali e idraulici. Attraverso la Scuola si contava di creare nel giro di pochi anni i nuovi ingegneri civili. L'istituzione favorì immediatamente l'abbandono di metodi di attribuzione degli incarichi pubblici a dir poco discutibili: furono quindi promosse, in un regime di piena autonomia decisionale, l'emulazione, la concorrenza nel merito e l'acquisizione di esperienze scientifiche e tecniche condotte in équipe e poi consolidate a livello corporativo.

Nasce così, anche presso di noi, la nuova figura dell'ingegnere di Stato, la cui carriera si sarebbe fondata su una logica meritocratica, venendo meno la precarietà del ruolo e soprattutto, con l'abolizione del sistema della cooptazione, gli interessi privati nella gestione del territorio: ciò comportò, come in altri ambiti della funzione pubblica, l'accesso alla Scuola di Applicazione, e poi al Corpo, di giovani non certo aristocratici, ma appartenenti a una borghesia capace del loro diretto mantenimento all'istruzione.

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